Per secoli, nei vari Regni e Imperi, i soldi contanti sono stati la moneta di scambio principale. Solo con l’avvento delle nuove tecnologie è stato possibile iniziare ad effettuare pagamenti tramite altre modalità, come l’impiego di carte di debito, carte di credito e carte prepagate o, ancora, bonifici bancari e così via.
In effetti, nel mondo attuale si sta registrando un’inversione di rotta: le transazioni effettuate in contanti sembrerebbero diminuire per lasciar spazio alle transazioni effettuate tramite pos o tramite altri strumenti forniti dalle banche. Questa inversione di rotta potrebbe essere dovuta alla facilità e alla comodità che caratterizzano le transazioni online.
E’ possibile, tuttavia, che qualcuno possegga elevate quantità di soldi contanti. In questo caso, se non correttamente dichiarati al fisco, si potrebbe essere soggetti a sanzioni o a controlli. Nel presente articolo, verrà indagata la situazione che si potrebbe verificare nel caso in cui una persona possedesse più di 20.000 euro in contanti.
I soldi contanti: un mezzo di pagamento
Con il termine “contanti” si vanno comunemente ad indicare le banconote e le monete, ovvero il denaro in forma fisica. Queste, che rappresentano la valuta di uno o più stati (come accade per l’Euro, che è la moneta comune agli stati appartenenti all’Unione Europea), sono emessi dalla Banca Centrale e circolano come mezzi di pagamento.
In Italia, l’attuale valuta è rappresentata dall’Euro, mentre la vecchia valuta, in circolazione dal 1861 fino all’anno 2002, è rappresentata dalle vecchie Lire. Le Lire che attualmente hanno perso il loro valore legale e non possono essere utilizzate per fare acquisti, hanno però assunto un nuovo valore: quello di oggetti da collezione.
La valuta, di qualsiasi tipologia sia, è solitamente formata da banconote e monete. Le banconote possono essere formate o da materiale cartaceo o da materiale plastico e presentano colorazioni, dimensioni e raffigurazioni diverse in base al taglio e allo stato che le rilascia. Le monete, invece, sono solitamente circolari e metalliche.
Cosa posso pagare in contanti?
I contanti appartenenti alle valute ancora dotate di valore legale e quindi non fuoricorso, possono essere impiegate per poter effettuare numerose tipologie di pagamento, per importi molto variabili. Nei seguenti paragrafi cercheremo di capire come poter sfruttare i soldi contanti per effettuare pagamenti di vario genere, come alternativa all’impiego di carte o bonifici.
Il denaro contante può essere utilizzato nei negozi fisici (come, ad esempio, supermercati, negozi d’abbigliamento, ferramenta, alimentari, ristoranti e così via) per effettuare un qualsiasi tipo di acquisto, sia di beni che di servizi. Inoltre, possono essere impiegati per pagamenti diretti tra privati, come nelle compravendite di oggetti usat i.
Pratica tipica dei secoli scorsi ma che attualmente risulta essere più rara è rappresentata dall’impiego dei contanti, da accumulare nella propria casa, per risparmiare i costi di un eventuale conto corrente bancario. Tuttavia, il rischio maggiore di perdita per furto e le tariffe convenienti sembrano aver spinto all’utilizzo dei conto corrente come forma di deposito di denaro.
Scopri cosa succede se si hanno più id 20.000€ in contanti
Nonostante le possibilità per utilizzare i soldi contanti per effettuare i pagamenti siano molteplici, le normative vigenti hanno previsto dei limiti di utilizzo per prevenire fenomeni di evasione fiscale e di riciclaggio di denaro sporco. In Italia, proprio per questi motivi, i pagamenti effettuabili in contanti sono soggetti a specifiche normative.
Nel caso in cui si sia in possesso di una somma di denaro contante superiore ai 20.000€, non si è automaticamente in una situazione di illegalità, soprattutto se si riesce a giustificare il possesso di tale cifra, ma si potrebbe andare incontro a una serie di controlli. Come quelli effettuati dalle autorità doganali dell’Unione Europea, ad esempio.
Nel caso si viaggio con più di 10.000€ in contanti, infatti, scatterebbe l’obbligo di dichiarazione in entrata e in uscita dai vari paesi visitati. A livello dello stato di provenienza, invece, potrebbe essere necessario dichiararli all’ente di controllo preposto e giustificarne la provenienza, per evitare di incorrere in multe più o meno salate.
Un breve riassunto
In conclusione, per secoli il pagamento tramite denaro contante è stato il principale metodo di pagamento. Attualmente, sembrerebbe che le transazioni finanziarie si stiano spostando verso metodologie di pagamento alternative come utilizzo di carte di pagamento o bonifici bancari. Il possesso di somme elevate di contanti può portare a delle conseguenze.
In particolare, all’interno del proprio paese di provenienza, potrebbe essere richiesta, secondo la normativa, la dichiarazione e la giustificazione di provenienza di tali grandi importi, per evitare di essere sanzionati. In caso di trasporto, invece, potrebbe essere necessario dichiarare gli importi posseduti alle autorità doganali in entrata e in uscita dal paese.